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La Nostra Storia
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Il Caffè San Carlo venne chiuso più volte per l'attività sovversiva dei padrioti riformisti che lo frequentarono durante il Risorgimento. Nel 1837 chiuse per pochi mesi, durante i quali, su progetto dell'Arch. Leoni e col permesso del Consiglio degli Edili, vennero realizzati i primi lavori di decorazione del locale che riaprì con il nome di Caffè Vassallo, dal nome del proprietario. Tra il 1839 e il 1840 vennero ristrutturati i locali interni, affidando al pittore Rodolfo Morgari e al Borra la decorazione del salone centrale con pitture e dorature. Più tardi è la decorazione della saletta più piccola, detta "gabinetto cinese" dipinta nel 1851 da Pietro Spintz e Giacomo Beltrami. Decorato con stucchi, specchi, statue e capitelli dorati, fu definito "una reggia" dai cronisti dell'epoca.
Una Lunga Tradizione
Il caffè San Carlo, già nella prima metà dell'ottocento, era pienamente inserito nella grande tradizione caffettiera torinese. Lo frequentavano scapigliati e docenti universitari, giornalisti e scrittori, artisti. Era un salotto intellettuale percorso da forti vene di patriottismo, una delle roccaforti del Risorgimento.
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I personaggi illustri
Tra i volti noti che hanno frequentato il Caffè San Carlo ricordiamo Alessandro Dumas, Giovanni Giolitti, Francesco Crispi, Antonio Gramsci, Luigi Einaudi e molti altri.
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Gli aneddoti
Tra i tanti aneddoti che hanno caratterizzato il Caffè, ve n'è uno in particolare: fu il primo locale d'Europa ad essere illuminato a gas.
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Il rinnovamento
Nel corso della seconda guerra mondiale, il Caffè San Carlo fu danneggiato dai bombardamenti. I lavori di restauro durarono dal 1953 al 1963.